Casale Negroni-Divino Amore. Bombe e Archeologia

Comune di Marino, siamo nell’area tra Casale Negroni e la ferrovia Roma-Velletri, esattamente su Via del Divino Amore, davanti la cantina Gotto D’oro, proprietaria del lotto di terreno è IDeA FIMIT S.G.R. che ha commissionato la bonifica del terreno da eventuali ordigni bellici inesplosi (IDeA FIMIT Società di Gestione del Risparmio, azionista di controllo il Gruppo De Agostini con il 64,3%, poi Inps con il 29,7%, e Fondazione Carispezia con il 6%).

La bonifica commissionata da IDeA FIMIT ad una ditta specializzata viene effettuata sotto le direttive e la supervisione del Ministero della Difesa. E’ stato previsto ed eseguito un primo passaggio al suolo con metal detector che ha rilevato una forte presenza uniforme su tutta l’area di elementi metallici.

Tale risultato continuo e omogeneo ha imposto un’indagine più incisiva attraverso la rimozione superficiale del manto erboso attraverso lo scavo trincee in estensione di piccola profondità (30 cm.).

L’opera di movimento terra e di scavo in zona rilevante dal punto di vista archeologico, anche se a fini di bonifica ordigni e non di indagine archeologica preventiva, ha imposto anche l’intervento di un archeologo della Soprintendenza, presente durante tutte le operazioni di scavo.

Effettuata la rimozione del manto erboso si è proceduto al passaggio sulla superfice della trincea di un metal detector militare (raggiunge una profondità di circa 1,5 mt) che ha permesso di rilevare una gran quantità di elementi metallici, soprattutto paletti vecchi e arrugginiti,  relativi al vecchio impianto della vigna ormai in disuso da decenni e numerose schegge di ordigni esplosi, che sono stati rimossi.

Il passaggio finale sarà un carotaggio a terra con fori di circa 15 cm. di larghezza e profondità di qualche metro fino al banco geologico. Nei fori verrà calato un metal detector speciale che avrà lo scopo di verificare ancora più in profondità eventuali presenze metalliche, tenendo conto che una bomba da areo inesplosa non può penetrare nel terreno se non pochissimi metri e non oltre il banco geologico.

Attualmente le trincee non hanno messo in luce nessun ordigno inesploso. Inoltre non sono state rilevate presenze archeologiche, questo dato negativo relativo alle evidenze archeologiche può essere conciliabile sia con la poca profondità delle trincee, sia per l’utilizzo dell’area a vigna il cui impianto, richiedendo un forte scasso del terreno, potrebbe aver compromesso gli strati archeologici sottostanti.

Tuttavia nell’area degli edifici del Casale Negroni le ricognizioni del secolo sorso hanno ravvisato un gran numero di reperti archeologici accumulati a ridosso del casale e provenienti dalle aree circostanti, reperti ormai spariti da tempo. Ma è soprattutto l’area attigua della Tenuta Tudini che presenta una forte incidenza di resti archeologici sparsi con attestazione di insediamenti e ville di epoca romana come ampiamente testimoniato dalla letteratura archeologica.

Eventuali indagini archeologiche preventive, dopo la bonifica ordigni, potranno essere comunque richieste ed effettuate dalla proprietà dell’area in accordo e secondo le direttive della Soprintendenza, anche in assenza di licenze edilizie.

*Soprintendenza, sta per Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’Area Metropolitana di Roma, la Provincia di Viterbo e l’Etruria Meridionale.

Marco Cavacchioli, 21.03.2017

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