Santa Maria delle Mole – Ritrovamenti archeologici durante i lavori per la posa della fibra ottica

Siamo nel Comune di Marino, fraz. Santa Maria delle Mole, in Via della Repubblica, incrocio con la sede della Via Appia Antica, dentro il perimetro del Parco Regionale della Via Appia Antica. Durante lo scavo delle trincee per la posa dei cavi di fibra ottica da parte di Enel Distribuzione, nella sede del marciapiede di Via della Repubblica nel tratto compreso tra la Via Appia Antica a la Via Appia Nuova, è stato rinvenuto un complesso di strutture di epoca romana allineato con la direttrice della Via Appia Antica distante da questa poco meno di 50 metri. I resti consistono in una struttura muraria e la sua fondazione che contiene un grande ambiente con pavimento in mosaico ben visibile lungo tutta al trincea. La muratura in opera reticolata e soprattutto il mosaico in tessere bianche e nere con motivi geometrici (ben visibili sono i motivi a scacchiera ma anche la treccia riquadrata) sposta la datazione di questo settore alla seconda metà del II sec. d.C. più precisamente all’Età Antonina (160-170 d.C.).

Per quanto riguarda l’identificazione di tale ambiente pochi sono i dati visibili per abbozzare ipotesi sicure che solo un attento scavo e studio delle strutture potrà rivelare. Si può pensare ad un ambiente relativo ad una villa romana, ma anche ad una zona termale, i lacerti di cocciopesto idraulico che si intravedono in minima parte in un punto dello scavo se costituiscono un buon indizio sull’esistenza di una struttura di  contenimento acqua non sono però sufficienti ad indirizzate le ipotesi verso una vera e propria identificazione della struttura con un edificio termale.  Tuttavia se consideriamo le peculiarità del contesto topografico antico, in questa precisa zona  a ridosso della Via Appia Antica, tra X e XI miglio, tra Roma e Bovillae, costituito da una concentrazione di strutture di servizio (vedi le traberne e le terme pubbliche) relative alle esigenze di percorrenza della Via Appia Antica, non è difficile presupporre, sempre se ci saranno indirizzi positivi, che questi rinvenimenti possano appartenerne effettivamente ad una struttura termale. Non è un caso che a meno di 100 metri sono presenti altre terme pubbliche vicino ai binari del treno Roma-Velletri, ed altre attestate circa 300 metri dal punto di scavo (ora sepolte dalle case a destra della Via Appia Antica per chi si dirige verso Frattocchie), come anche non è per mera casualità che i Romani sfruttassero, in questa zona, ampiamente le numerose manifestazioni sorgentizie con acque mineralizzate, alcune delle quali calde.

E’ comunque auspicabile che il Comune di Marino tenti di perseguire un’eventuale idea di valorizzazione che permetta di far godere ai cittadini questa splendida opera artistica. Anche se, qualora la Soprintendenza Archeologica possa avallare un’eventuale scelta di valorizzazione, la sua realizzazione, dallo scavo, messa a norma, e progettazione della struttura che mantenga e valorizzi l’opera, comporti un esborso che non è proprio una passeggiata di salute per le casse comunali.

Autore : Marco Cavacchioli, 29 Ottobre 2016

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