A DUE SANTI LA STORIA DELLA VIA APPIA IN UN PICCOLO MONUMENTO

La storia della Via Appia e del nostro territorio è rivelata anche da un piccolo ma significativo monumento a forma di edicola al cui centro è incastonata un’epigrafe con la data 1782 a nome di papa Pio VI (Giovanni Angelo Braschi, 1775-1779). Il monumento  che oggi giace sulla Via Appia nell’ombra del trafficato incrocio a Due Santi è visibile soprattutto agli automobilisti fermi in coda al semaforo diretti verso Albano. L’iscrizione evidenzia i lavori di rispristino della Via Appia – per opera di papa Pio VI – che ormai da molti secoli non costituiva più l’asse principale di scorrimento verso sud.

MARINO, CENTRO STRATEGICO DI UNA NUOVA VIABILITA’

In epoca romana il più importante asse di percorrenza verso sud era la Via Appia i cui lavori iniziarono nel 312 a.C. La via Appia ebbe una vita molto lunga tanto che continuò ad essere utilizzata anche dopo la caduta dell’impero romano.  Per buona parte del medioevo rimase l’asse di percorrenza preferenziale verso e dall’Italia del Sud. Solo intorno al XIII secolo l’Appia comincerà a perdere la sua importanza, pian piano inizieranno a prevalere altre direttrici di percorrenza, soprattutto nel primo tratto in uscita da Roma, che privilegeranno il passaggio per due centri divenuti strategici nel basso medioevo, Marino e Velletri.  Marino è una nuova realtà che si affaccia nella viabilità medievale, dal 1230 si trova  sotto il dominio dei Frangipane e nel 1266 passa agli Orsini divenendo un caposaldo di un ramo della Famiglia. L’evoluzione di Marino e altri centri al di fuori della Via Appia porta così a definire a partire dal XIII sec. un asse alternativo a questa, senza ancora sostituirsi del tutto. E’ con il secolo XIV che si affermerà in modo decisivo la viabilità che collegherà Roma a Marino poi Velletri, Cisterna e verso il Sud.  E’ proprio del 1332 la prima menzione della via publica que ducit ad castrum Mareni (una via pubblica che porta a Marino). In questa fase diviene chiaro che la Via Appia non costituisce più un asse principale e strategico di percorrenza. Il nuovo percorso da Roma per Marino, Velletri  e verso sud avrà poi il suo definitivo timbro di ufficialità tra il XVI e XVII quando verrà indicato come Via Postale Roma-Napoli e avrà la funzione principale di assicurare al servizio postale e ai viaggiatori un tracciato più veloce passante per centri non più nell’orbita della Via Appia.

Il MONUMENTO A DUE SANTI

Ma veniamo ora al nostro piccolo momento con iscrizione. L’iscrizione del 1732 è intitolata a papa Pio VI dal Curatore della Strade Giovanni Battista Bussi de Pretis a seguito dei lavori eseguiti sotto la sua direzione, per il ripristino della via Appia.  Fu il pontefice Pio VI ad avere l’idea di una riapertura della Via Appia orami in disuso da secoli, poiché ritenne che la vecchia Via Postale Roma-Napoli passante per Marino trovandosi in pessimo stato e in alcuni tratti molto pericolosa (soprattutto nell’attraversamento della Macchia della Faiola tra Marino e Velletri che pullulava di briganti) non fosse più sufficiente a servire il carico di viaggiatori e merci verso sud, pertanto dispose i lavori di riapertura e sistemazione dell’asse della Via Appia. Il monumento in questione venne posto proprio all’inizio della zona dei lavori per il ripristino della via Appia da Frattocchie, Due Santi poi per Albano, Genzano e Velletri. L’Appia quindi riprese il suo primato ancora una volta come asse principale di scorrimento verso sud, come ci ricorda il nostro piccolo ma significativo monumento a Due Santi.

Marco Cavacchioli, 11 Agosto 2017

 

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