COSA PUO’ FARE UN SINDACO (O UN ASSESSORE) PER LA CULTURA?

Prendiamo in prestito il DECALOGO DI TOMMASO MONTANARI sulle responsabilità di un Sindaco (o di un Assessore) nei ruoli, ambiti di intervento e indirizzi rispetto alla tutela, difesa e diffusione della Cultura del e nel territorio.

Tommaso Montanari, ordinario di Storia dell’arte Moderna all’Università ‘Federico II’ di Napoli, è uno dei più lucidi e competenti intellettuali nell’ambito del patrimonio culturale della nazione. Sempre in prima linea in difesa dell’art. 9 della Costituzione, profondo conoscitore e critico delle dinamiche e prospettive avviate negli ultimi anni dai diversi governi che si sono succeduti, nel campo dei Beni Culturali.

Montanari riassume in 10 punti l’anima di ciò che può rappresentare la Cultura in un territorio, le forti potenzialità inespresse, gli errori da non commettere, i consigli per una crescita umana ma anche economica nel settore culturale.

Il decalogo dovrà rappresentare un autorevole suggerimento, Marino deve ripartire da una vera e propria ricostruzione della Cultura del territorio e per il territorio. Negli ultimi decenni di amministrazione si fa veramente fatica a trovare un intervento posto in essere con lucidità e competenza nel senso di una visione o di un progetto culturale globale rispetto ad un territorio che di potenzialità ne ha in abbondanza. Fare Cultura non costituisce  “una tantum” ma è un processo che necessita di lucidità, dedizione, competenza, tempo, professionisti, organizzazione e neanche tanti soldi rispetto ai risultati e alla crescita del territorio.  

Nel linguaggio calcistico si dice: “il mercato è chiuso, ripareremo nel mercato invernale, la stagione non è ancora compromessa”.  Perché il rischio reale è che Marino, in assenza di un progetto globale, arrivi nelle stesse posizioni di classifica degli anni precedenti.

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Decalogo della politica culturale comunale: ovvero cosa può fare (e non fare) un sindaco per la cultura

  1. Costruire spazi e momenti liberi dal mercato: perché la cultura è quella cosa (ormai l’unica) che non ci fa clienti, spettatori, consumatori, ma cittadini sovrani. Recuperare spazi pubblici inutilizzati, non alienarli e metterli invece a disposizione delle associazioni di cittadini che sanno costruire cultura.
  2. Tenere aperta almeno una biblioteca fino a mezzanotte, tutte le sere.
  3. Non organizzare nemmeno una mostra: ogni volta che viene voglia di farne una, pensare a quanti monumenti del territorio comunale sono chiusi o in pericolo, e provare a salvarne almeno uno, coinvolgendo i cittadini con una campagna di comunicazione.
  4. Costruire la politica culturale ascoltando chi sa cos’è la cultura: cioè chi la produce. Non pensare in termini di appartenenza, ma di competenza.
  5. Investire in ricerca: anche il più piccolo museo civico, se è abitato da un giovane ricercatore, può diventare un luogo di produzione e redistribuzione della conoscenza.
  6. Invitare un giovane artista ad abitare per qualche mese nel territorio comunale, pagandogli l’ospitalità. E chiedendogli di realizzare un’opera d’arte pubblica per la parte più brutta e disagiata del comune: un’opera la cui esatta destinazione e le cui caratteristiche andranno decise almeno in parte attraverso un cammino di partecipazione.
  7. Promuovere e finanziare la costituzione di orchestre giovanili di musica classica nei quartieri più degradati e con maggiori problemi di inclusione.
  8. Assicurarsi che esista almeno un teatro: se c’è, aprirlo a tutti, con agevolazioni, campagne, programmi di collaborazione con le scuole. Se non c’è, farlo.
  9. Diffidare degli eventi, dei festival, delle inaugurazioni, delle una tantum: la cultura ha bisogno di strutture stabili, finanziamenti continui, indipendenza dalla politica, visione lunga e disinteressata.
  10. Praticare la cultura in prima persona: un sindaco che trova il tempo di leggere, ascoltare musica, andare a teatro, conoscere un museo sarà un sindaco migliore. Oltre che un essere umano più compiuto: e, forse, più felice.

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[Costituzione Italiana – Articolo 9: La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione]

 

Marco Cavacchioli, 21/08/2017

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