Il Mitreo di Marino – una storia lunga 55 anni

LA SCOPERTA

L’affascinante storia della scoperta del Mitreo di Marino inizia nel 1960, quando un impiegato delle Ferrovie dello Stato il sig. Vincento Zoffoli acquistò un terreno nei pressi della stazione ferroviaria di Marino per costruirci una casa.  Solo tra Aprile e Giugno 1962 il nuovo proprietario darà inizio ai lavori di scavo preliminari per la costruzione della cantina con annessa grotta per la conservazione del vino. Durante i lavori di scavo si aprì un vuoto sotterraneo con un lungo corridoio (circa 26 metri) nella cui parete di fondo emergeva lo splendido dipinto con la  raffigurazione del dio Mitra nell’atto di uccidere il toro. La scoperta dallo straordinario valore storico, artistico e archeologico però non venne subito comunicata alle autorità competenti, tanto che il proprietario una volta ripulito l’ambiente sotterraneo (con una perdita irreparabile dei dati archeologici) cominciò ad utilizzarlo effettivamente per la funzione per cui era stato destinato, come cantina per la conservazione delle botti da vino.

MITRA IN VENDITA

Circa sei mesi dopo la scoperta del mitreo con raffigurazione del dio Mitra, appare tra gli annunci del Messaggero del 10 Gennaio 1963 (Sezione “Antichità oggetti d’arte e libri”) un curioso annuncio che recitava: “Affresco del 20 dopo Cristo raffigurante Dio Mitra vendo ad amatore”. La coincidenza strettissima tra data e rarità del ritrovamento ci porta alla necessaria considerazione,  che se da lì a un mese, non fosse venuta alla ribalta la notizia del ritrovamento, probabilmente il dipinto sarebbe stato staccato e venduto, e quindi irrimediabilmente perduto.

LE PRIME NOTIZIA SULLA STAMPA

Solo un mese dopo, a Febbraio, la notizia della scoperta salterà fuori in un articolo di un giornalista, il quale, essendo uno dei compratori del vino Zoffoli presso la sua cantina, si accorse subito della figura del Dio Mitra in fondo alla corridoio e pubblicò ciò che aveva visto in un articolo ne Il Messaggero del 6 Febbraio 1963, dal titolo “Un tempio di Mithra nella cantina di un vinaio – Importante ritrovamento avvenuto in questi giorni”.  LEGGI ARTICOLO COMPLETO

Il giornalista scriverà: “A Marino nella cantina di un vinaio, è avvenuta per caso, una delle scoperte archeologiche più interessanti dei nostri tempi: un tempio sotterraneo dedicato al dio Mithtra, con un bellissimo affresco”. Il Soprintendente alle Antichità dell’epoca Giulio Iacopi ne apprese la notizia proprio solo grazie questo articolo tanto che il giorno dopo, si affrettò a  trasmettere una nota relativa all’importante scoperta all’agenzia Ansa e nello stesso tempo ad inviare una lettera al ministro della Pubblica Istruzione nella quale si lamentava come il Mitreo: “fosse stato ignorato per mesi da tutte le autorità locali (Sindaco, Carabinieri, Commissariato di P.S.) che avrebbero dovuto informare la Soprintendenza”. Il giorno successivo 8 Febbraio 1963, uscirà sempre su Il Messaggero un articolo  con spunti ancora più interessanti dal titolo: “Dopo la rivelazione del «Il Messaggero» dell’eccezionale ritrovamento archeologico – Il Soprintendente visita la grotta nella cantina di Marino che nell’antichità fu un tempio per il culto del dio Mithra”.  LEGGI ARTICOLO COMPLETO 

L’articolo riporterà il fatto che l’importante scoperta non solo era conosciuta dalla popolazione locale ma  anche dallo stesso Sindaco Giulio Santarelli (eletto giovanissimo, in carica dal 1961), il giornalista ricorderà come: “il mitreo di Marino è stato ritrovato otto o dieci messi addietro e del ritrovamento era a conoscenza l’intero paese. Infatti durante tutto il tempo trascorso dal giorno dell’eccezionale scoperta fino a ieri l’altro, il monumento non ha mancato di essere metà di amici e conoscenti dello scopritore e perfino del sindaco di Marino”.  Inoltre sottolinea il giornalista: “Qui da noi le autorità competenti sono sempre le ultime ad apprendere quanto avrebbero diritto e il dovere di conoscere per prime: si fa una costruzione abusiva e il Comune lo sa soltanto quando è terminata; si sopraeleva abusivamente un fabbricato nel centro storico e soltanto quando il promotore dell’iniziativa vi va ad abitare interviene il Comune per iniziare una pratica «burocratica» di punizione che in genere, si conclude con piena soddisfazione del cittadino irrispettoso delle leggi e regolamenti”.

Ormai la scoperta del Mitreo era divenuta di dominio pubblico, tanto che subito si creò molto interesse intorno al monumento da parte di tanti curiosi generando anche un problema di ordine pubblico. In Aprile del 1963 la Soprintendenza alle Antichità comunicava a Vincenzo Zoffoli, la sua nomina a custode del monumento, con l’impegno di una manutenzione decorosa e l’apertura al pubblico in giorni stabiliti: tutti i lunedì dalle 10 alle 16.

I PROBLEMI DI CONSERVAZIONE

Ma i problemi non tardarono a sopraggiungere, in prima istanza di ordine strutturale, già nel 1965 il Ministero della Pubblica Istruzione stanziò dei fondi e autorizzò dei lavori per arginare lo scolo delle acque nel monumento, e in secondo luogo predispose la sistemazione definitiva della proprietà che non poteva rimanere a lungo in sospeso  ad un privato.

Ma fu solo tra Marzo e Aprile del 1972 che il Ministero della Pubblica Istruzione emise un provvedimento nel quale si dichiarava il Mitreo di Marino appartenente allo Stato, e contestualmente avviò le pratiche per l’esproprio a Vicenzo Zoffoli di una porzione di immobile per consentire l’accesso indipendente del monumento rispetto alla proprietà.

ATTRAVERSO GLI ANNI ’70 E ’80

Negli anni ’70 e ’80 si susseguirono numerosi interessamenti di politici, personaggi illustri, petizioni popolari e iniziative per sollecitatore una manutenzione del Mitreo adeguata rispetto ai reali problemi strutturali e di conservazione.  Nel frattempo venne definita la cifra per il cosiddetto  “premio di invenimento” del Mitreo erogato dallo Stato al proprietario che si concretizzo nella cifra di  20.000.000 di lire, somma da dividersi in parti uguali tra  Vicenzo Zoffoli proprietario della cantina e Argeo Vergari proprietario del terreno.

Il Mitreo attraverserà tutti gli anni ‘70 e ‘80 portando con sé i grandi problemi legati al suo stato di conservazione precario anche nonostante l’impegno di spesa di 2.000.000 di lire del sindaco di Marino Lorenzo Cioci del 1983.

1994 LA PRIMA IPOTESI DI RESTAURO FALLITA

Dai noti problemi strutturali e di conservazione degli anni ’80 bisogna arrivare al 1994 quando l’INA BANCA metterà a disposizione un contributo di 100.000.000 di lire per una prima fase di restauro del Mitreo con basi scientifiche. Però i lavori non partiranno mai, per problemi burocratici e di accordi tra Soprintendenza Archeologica, Comune e il proprietario del vano di acceso principale al Mitreo che ancora non era stato espropriato, a differenza del Mitreo in sé. Resterà di questa ipotesi di restauro una buona pubblicazione a firma di vari esperti del settore.

2004 L’ACQUISTO DELL’AREA DI ACCESSO AL MITREO

Il Mitreo dovrà attendere altri 10 anni, 30 Aprile 2004, sotto l’amministrazione di Ugo Onorati il Comune acquista una porzione dell’area di accesso al Mitreo, rendendola quindi indipendente dal resto del vano che veniva utilizzato dal proprietario come garage.  Questo acquisto era necessario e propedeutico ai lavori di bonifica e recupero, che partirono con due primi lotti tra gennaio 2005 e maggio 2005 e che furono anche gli ultimi dell’amministrazione in carica in quanto Ugo Onorati decadde da Sindaco, sfiduciato dai consiglieri di maggioranza e opposizione. Dopo un anno di commissariamento viene eletto sindaco Adriano Palozzi nel Maggio del 2006.

2011 IL MITREO IN PERICOLO

Dovranno passare altri 6 anni perché la questione del Mitreo riparta alla grande irrompendo sulla stampa locale e nazionale.

E’ il 6 maggio 2011 il consigliere provinciale Ugo Onorati (già sindaco del comune di Marino dal  giugno 2003 ad Aprile 2005) pubblica un video su You Tube (GUARDA IL VIDEO) nel quale segnala due questioni ben precise:

  1. Il mancato utilizzo dei fondi della Provincia di Roma (circa 340.000 €) disponibili da qualche anno e destinati al completamento del restauro del Mitreo ma bloccati per la mancanza di un progetto esecutivo del Comune di Marino, più volte sollecitato dagli Uffici della Provincia di Roma durante gli anni precedenti.
  2. Il problema di un progetto edilizio con licenza rilasciata dal Comune di Marino, esattamente nell’area di terreno vincolata sopra il Mitreo, che metterebbe a serio rischio sia le emergenze archeologiche superiori che la stabilità strutturale del Mitreo stesso

Il 13 Maggio 2011, esattamente 2 giorni prima delle elezioni per il rinnovo dell’amministrazione comunale il sindaco uscente Adriano Palozzi che si candiderà per la seconda volta a guidare il Comune di Marino, in un’intervista sullo sviluppo del territorio dichiarerà: “Contestualmente sarà fondamentale il recupero dell’immenso patrimonio di grotte ed antiche cantine, una tradizione di cui Marino diventerà ancora più famosa, sfruttando il suo patrimonio artistico – penso al Mitreo da aprire e valorizzare con un contributo della Provincia di Roma….”. Due giorni dopo vincerà le elezioni con il 60.80 % dei voti, Sindaco per la seconda volta.

Per la questione mancato utilizzo dei fondi della Provincia di Roma, lo stesso consigliere comunale Ugo Onorati presenterà il 16 novembre 2011 un’interpellanza indirizzata al Sindaco Adriano Palozzi e al Presidente del Consiglio Comunale Stefano Cecchi (SCARICA L’INTERPELLANZA)  avente come oggetto: “Utilizzazione dei fondi della Provincia di Roma per il restauro del mitreo paria a 340.000 €”. A tale interpellanza seguirà la curiosa risposta, in consiglio comunale, al consigliere Ugo Onorati da parte dell’Ass. alla Cultura Otello Bocci che denoterà la scarsissima conoscenza da parte dell’assessore, riguardo la questione Mitrei, con concetti e numeri tirati a casaccio, egli affermerà: “A parte che non è l’unico Mitreo al mondo il nostro, soltanto in Italia ce ne abbiamo tre, nel mondo un totale di cinque, forse possiamo dire che è il meglio conservato al mondo e quindi merita di essere visitato più degli altri, quello che sta a Roma, anche se non è all’altezza di quello del Comune di Marino, comunque è già ben visitato e quindi noi facciamo voti perché i lavori vengano ultimati definitivamente al più presto perché possano avere poi quegli ospiti e quei visitatori di cui, mi permetto di darti del tu in questo consesso, che tu stati menzionando”.

La seconda questione relativa ai progetti edilizi previsti sopra il Mitreo, verrà seguita molto da vicino dalla stampa locale ed anche nazionale, soprattutto da una mobilitazione di studiosi e giornalisti di chiara fama. Il progetto edilizio prevedeva la costruzione di una palazzina di 5 piani su Via del Granaio nella zona sovrastante il Mitreo, già vincolata da decreti ministeriali di tutela archeologica.

Sulla questione interverrà in prima battuta il prof. Salvatore Settis, Archeologo e Storico dell’Arte con un articolo apparso sul Sole 24 Ore del 26 Giugno 2011 per la rubrica “Mali culturali” dal titolo “Il mitreo minacciato dal palazzo”  (ARTICOLO COMPLETO) egli scriverà parole durissime in proposito: “Il preziosissimo affresco del mitreo di Marino (circa 200 d.C.), riscoperto nel 1961 e presto acquisito al demanio pubblico, è sopravvissuto per diciotto secoli in condizioni prodigiose, assoluto unicum nel catalogo pur vasto delle rappresentazioni di Mitra, ma proprio in questi giorni rischia la distruzione. Viene da non crederci, ma il comune di Marino ha concesso il permesso di edificare un condominio di cinque piani in via del Granaio, al termine di una strada soprastante il mitreo. Il dissennato progetto prevede un ampio sbancamento, per collocare l’ingresso della palazzina sette metri sopra la volta del mitreo: lo scavo per le fondamenta danneggerà dunque irreparabilmente un luogo di culto e d’arte di enorme importanza, data anche la natura del terreno e dei materiali usati (fra cui il peperino). A quel che pare, l’inizio dei lavori ha già danneggiato l’aula mitriaca, perchè gli scavi hanno tranciato una condotta di acque scure che hanno cominciato a riversarsi nell’antico luogo di culto. Il dio invictus che prometteva ai suoi fedeli la vittoria sul male e la salvezza eterna riuscirà a essere salvato? O dovremo assistere a questa ennesima barbarie, i riti empi dei palazzinari che distruggono cinicamente la nostra storia? Vale di più la licenza edilizia rilasciata da un comune o il principio di tutela del patrimonio storico-artistico sancito dalla Costituzione e garantito dalla legge?”

Anche Sergio Rizzo, giornalista e scrittore noto per i suoi articoli e libri di inchiesta, si occuperà della vicenda. In un articolo molto circostanziato, apparso nella sezione cultura del  Corriere della Sera del 9 Dicembre 2011 (ARTICOLO COMPLETO) riporterà i diversi risvolti della questione. Scriverà: “Secondo Settis il progetto prevede uno sbancamento per collocare l’ingresso della palazzina proprio qualche metro sopra la volta del mitreo, con il rischio di danni irreparabili. Danni in una certa misura già causati, sosteneva l’archeologo, da alcuni scavi che hanno lesionato una condotta di acque nere che hanno cominciato a infiltrarsi in profondità, colando senza pietà all’interno della galleria. Una denuncia tale, e da una fonte tanto autorevole, non è certamente passata inosservata. Anche in virtù di qualche elemento oggettivo. Com’è naturale che sia, il mitreo è vincolato fino dal 1964. Di più: il decreto di vincolo datato 5 marzo di quell’anno e firmato dal ministro della Pubblica istruzione del primo governo di Aldo Moro, Luigi Gui, prescrive esattamente tre cose. Divieto «assoluto di costruzione di qualsiasi genere, tipo o materiale… per metri otto d’ambo i lati del mitreo». Divieto «di piantagione sull’area stessa di alberi d’alto fusto». E «deviazione di eventuali drenaggi e canali di scolo ». Comunque sia, una decina di giorni dopo l’articolo di Settis il Comune di Marino nella persona del nuovo assessore all’Urbanistica Franco Bartoloni impone all’impresa di soprassedere ai lavori in attesa che si risolva una vicenda surreale. Il pasticcio è grosso: perché c’è un nulla osta del ministero dei Beni culturali, un parere contrario della Soprintendenza, una intimazione ministeriale di fermo lavori per un serbatoio di gas… Insomma, un guazzabuglio incredibile. Senza poi contare, come detto, la cosa più importante, cioè i vincoli archeologici. Vedremo quale piega prenderà ora questa assurda faccenda, che si è sviluppata finora nel pieno conflitto fra interessi privati e interesse pubblico. Ci limitiamo a sottolineare alcune coincidenze, impossibili da omettere in tale contesto. Il geometra che ha affiancato la ditta costruttrice è Michele D’Ambrogio, socio in una immobiliare (Ge. Im., Gestione Immobiliare) con la signora Vanessa Carboni, moglie di Adriano Palozzi. Che poi sarebbe il sindaco pidiellino di Marino”.

Il MITREO SU REPORT

Siamo sempre a Dicembre 2011 la vicende relative al Mitreo vengono riportate anche dalla trasmissione Report di Milena Gabbanelli. Nella puntata del 4 Dicembre 2011 dal titolo “Mali Culturali” viene intervistato il sindaco Adriano Palozzi da 5 anni alla guida dell’amministrazione comunale di Marino (GUARDA IL VIDEO – minuto 43) incalzato dal giornalista riguardo la vicenda del Mitreo affermerà: “Credo che un po’ di negligenza da tutte le parti, dall’ amministrazione pubblica locale al discorso della proprietà statale, alla sovrintendenze, ne hanno di fatto reso l’apertura non possibile per 50 anni”.

2013-2014  INIZIANO I RESTAURI DEL MITREO

Nei mesi a cavallo tra il 2013 e 2014, incassato finanziamento della Provincia di Roma, l’amministrazione comunale darà il via ai lavori di restauro e sistemazione del Mitreo. I lavori di restauro architettonico verranno affidati alla ditta SESA 2 S.r.l. e partiranno a Luglio 2013, mentre nel Marzo 2014 inizieranno i lavori per il restauro della raffigurazione del ciclo mitraico sotto la sorveglianza dell’Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro, i lavori saranno eseguiti dalla ditta Euresarte.

2014 IL CONVEGNO E LA RIAPERTURA UN MITO CHE SI RINNOVA

Brochure della presentazione Mitreo

Il giorno 16 Maggio 2014, con i lavori di restauro non ancora portati a termine, l’amministrazione comunale aprirà il convegno dal titolo “Il mitreo di Marino: un’opportunità per lo sviluppo culturale e turistico della Città” presso l’ostello di Marino. Tale evento doveva costituire la premessa dell’imminente riapertura. Anche il quotidiano Il Tempo si occuperà della vicenda in un articolo del 25 Luglio 2014: MARINO Una meraviglia che fa brillare gli occhi e sussultare l’anima. Il dipinto del mitreo di Marino è stato sottoposto a restauro conservativo e ora appare in tutto il suo splendore a chi ha il privilegio di osservarlo da vicino…. I lavori di messa in sicurezza del Comune di Marino hanno reso il sito accessibile per una prossima apertura al pubblico. Nello specifico è stata realizzata una nuova entrata con un atrio e un corridoio d’accesso, i servizi igienici, l’isolamento delle pareti da eventuali infiltrazioni e una scala di accesso al dipinto mitraico. Pochi hanno avuto la fortuna di vederlo da vicino e da decenni si attende con trepidazione l’apertura al pubblico. «Si è raggiunto questo formidabile risultato grazie alla sinergia di tutti gli Enti coinvolti e dell’amministrazione di Marino» dichiara il direttore del museo civico locale Alessandro Bedetti…..«Questo è un tesoro dell’umanità e stiamo impegnandoci al meglio perché tutti possano vederlo – afferma l’assessore alla cultura di Marino Arianna Esposito – a fine estate, quando termineranno i lavori, riconsegneremo il sito alla Sovrintendenza che deciderà se potrà essere aperto al pubblico così come è o se richiederà altri lavori».

Sempre a Maggio 2014, in corrispondenza del Convegno sul Mitreo viene pubblicato il volume di Ugo Onorati dal titolo Il Mitreo di Marino edito dal Comune di Marino. Nella prefazione al libro a firma di Arianna Esposito (Assessore alla Cultura), Fabrizio De Sanctis (Vice Sindaco del Comune di Marino) e  Giuseppe Bartolozzi (Assessore al Turismo) ne verrà celebrata l’imminente riapertura: “E’ con profondo orgoglio e immensa gioia che questa amministrazione si accinge a riconsegnare alla Città di Marino e alla comunità universale un sito archeologico dall’inestimabile valenza storica quale è lo splendido Mitreo, la cui apertura al pubblico è imminente….Insieme ai nostri concittadini e a tutti coloro che hanno collaborato affinché questo nostro ambizioso obiettivo, fortemente perseguito, divenisse realtà, viviamo una grande felicità unita ad una responsabilità e consapevolezza ancora maggiore per questo evento così tanto bramato dalla nostra comunità. Che a breve diventerà realtà…Rispondendo al principio guida del percorso seguito dal nostro gruppo di lavoro, che ha investito e continua ad investire energie nella tutela del patrimonio storico culturale, artistico, archeologico e architettonico del territorio, la presentazione del nuovo allestimento dell’area archeologica del Mitreo rappresenta un altro importante traguardo per un grande progetto di sviluppo turistico oltre che di congiunzione con il passato e lo splendore dei suoi tesori, da vivere e da non tenere nascosti. L’antica opera monumentale dedicata al dio persiano Mitra è infatti al centro di una azione programmatica forte da parte di questa Amministrazione, indirizzata al potenziamento dell’immagine di Marino in Italia e nel mondo, quale luogo privilegiato depositario di testimonianze uniche in termini di storia, natura, archeologia, architettura e cultura. Il nostro impegno, come Amministrazione è quello di far crescere sempre di più la nostra Città rimanendo fermi nella volontà di valorizzare, anche attraverso il rafforzamento della memoria, l’immenso patrimonio culturale consegnato dai nostri padri. In un momento in cui è importante coltivare e conservare il senso della comunità, è fondamentale, infatti, che una testimonianza del passato così forte e rappresentativa come il Mitreo, sia aperta alla visione del pubblico, primo fra tutti quello marinese. Per poi portare, con soddisfazione e orgoglio, la nostra storia al cento del mondo. Il futuro è davanti a noi, nella celebrazione della tradizione e nello spirito di innovazione perseguito da questa Amministrazione, capace, con coraggio, di trasformare in fatti ciò che ad altri è sembrato improbabile”.

Terminato il convegno e la celebrazione dell’imminente riapertura, dalla primavera 2014 la questione Mitreo rientra nell’oblio, trascorrerà un altro anno nel silenzio. Nel frattempo, siamo al 9 Aprile 2015 quando il sindaco Silvagni viene arrestato con l’accusa di corruzione e peculato e nonostante le entusiastiche parole dell’amministrazione comunale dell’anno precedente,  i lavori al mitreo non sono finiti, il mitreo è ancora chiuso.

2016 A CHI INTERESSA IL MITREO?

A Settembre 2015, nei mesi post Silvagni, viene nominato Commissario prefettizio per il Comune di Marino Enza Caporale nella fase di transizione in direzione delle successive elezioni della Primavera del 2016. Durante il commissariamento nell’Aprile 2016 viene prodotto a firma  del Dirigente Area VI – Settore Cultura Dott. Vincenzo Montenero l’Avviso pubblico per la presentazione di manifestazione d’interesse diretta alla promozione e valorizzazione del  “Complesso archeologico del MITREO di Marino come susseguente all’Atto di Convenzione per la valorizzazione del mitreo di Marino Laziale stipulato tra la Soprintendenza Archeologica del Lazio e dell’Etruria Meridionale e il Comune di Marino in data 22.02.2016.

Con i lavori non ancora terminati e il Mitreo chiuso, due associazioni manifesteranno interesse per la gestione del Mitreo, l’Archeoclub Colli Albani con sede a Marino e il Gruppo Archeologico Latino con sede a Grottaferrata. Il risultato di queste manifestazioni produrrà nel 2017 un atto di affidamento congiunto della gestione del Mitreo ad entrambe associazioni, naturalmente sempre dopo l’eventuale riapertura.

 I LAVORI MANCANTI

Siamo in direzioni dell’estate 2017, l’amministrazione comunale è guidata da quasi un anno dal sindaco Carlo Colizza.

La domanda e sempre la medesima, perché non è ancor aperto e quali lavori i vanno eseguiti per una definitiva riapertura?

Atrio del Mitreo – crolli intonaco

Consideriamo che il complesso del Mitreo e diviso in due grandi aree, la prima è l’atrio di accesso, con i bagni, gli scavi a vista, la passerella e la scala che conduce alla galleria, la seconda invece è costituita dalla galleria vera e propria con al termine lo splendido affresco del ciclo mitraico.  Sostanzialmente, ad oggi,  i lavori da eseguire sono: l’impianto di illuminazione della galleria che conduce all’affresco del ciclo Mitraico, e il rispristino di quella esistente nell’atrio di accesso precedente; la posa di una passerella sul piano originale della galleria con funzione sia di protezione della superfice di calpestio originale sia di copertura del cablaggio elettrico; infine piccole opere di restauro non portate a termine nel precedente  intervento.

 A questi lavori lasciati in sospeso dalla precedente amministrazione, vanno aggiunti alcuni nuovi lavori di recupero relativi alle problematiche generate da imperizia ed un’errata progettazione dei precedenti lavori di restauro effettuati tra il 2013 -2014. Nei precedenti lavori sono stati chiusi dei vani finestrati lasciando un’unica finestrella quasi completamente occlusa, con un vano di passaggio aria scarsamente funzionale. Tali tamponature hanno strutturato il vano di accesso al mitreo come un bunker senza ricambio aria con un clima interno (in parte anche generato dalla continua chiusura)  con tasso di umidità elevatissimo, che ha fatto crollare parte degli intonaci realizzati appena 4 anni fa. Il crollo dell’intonaco dell’atrio di accesso ha anche l’aggravante che in fase di progettazione e realizzazione non è strato prevista alcuna soluzione per la ventilazione della pareti attraverso bocchette di sfiato direttamente nella superficie muraria, che avrebbero ventilato l’eventuale intercapedine retrostante.

Attualmente l’amministrazione comunale ha stanziato 45.000 € per la sistemazione definitiva del Mitreo a cui si potranno aggiungere i fondi  erogabili dallo sponsor principale ovvero la Confartigianato. I fondi stanziati più eventualmente quelli dello sponsor sono più che sufficienti per ultimare i lavori e porre in calendario l’apertura del Mitreo.

UNA STORIA TROPPO LUNGA

La storia del Mitreo è troppo lunga e ormai troppo pesante. Dal giorno in cui apparve la notizia della sua scoperta nel 1963, il racconto delle vicende legate al Mitreo costituisce una delle tante storie italiane infinite, nata e condita in un brodo di incapacità, ignoranza, superficialità, assenza istituzionale e disinteresse più o meno voluto, sub cultura, intrallazzo, intreccio e tanti, tanti soldi spesi. Ma è anche al contempo un storia di battaglie, di personaggi illustri, di lavoro nell’ombra e alla luce del sole, di sconfitte, di caparbietà, di passione, di intelligenza, di capacità, di speranza.

Tuttavia ad oggi, la Storia, che è giudice spietato ne segna inesorabilmente la sconfitta.

I cancelli chiusi del Mitreo costituiscono una sconfitta per ogni singolo cittadino di Marino, per ogni cittadino italiano, per ogni studioso e turista del mondo intero, di oggi e di ieri, quali spettatori inerti nel tempo del lento e inesorabile viaggio di una macchina burocratica e amministrativa scarburata e inceppata da una idea che i Beni Culturali non possano costituire una delle risorse economiche più importanti di un Comune e di un territorio oppure, al contrario, che possano costituire un limite a progetti sul territorio di tutt’altri contenuti che nulla hanno a che fare con la tutela, la conservazione e  la valorizzazione di beni storici, considerandoli  quasi un intralcio.

Ora l’attuale amministrazione in carica nel proprio programma politico espresso nella campagna elettorale delle scorse amministrative del 2016 ha posto il recupero del Mitreo come uno dei punti centrali nell’ambito di un più ampio programma relativo alla cultura e alla valorizzazione del territorio.

Ma, sappiamo anche che, la centralità del recupero del Mitreo e dei beni storici, artistici e culturali del territorio, è argomento ormai abusato in tutti programmi elettorali di qualsiasi schieramento o partito politico durante le ultime elezioni amministrative come in quelle precedenti.

E allora cosa dobbiamo aspettarci? L’esimo flop o la tanto sospirata riapertura?

La differenza o meno sui temi di una valorizzazione dei beni culturali del territorio a partire dal Mitreo, rispetto a tutto ciò che è avvenuto prima, la potrà fare solamente ed esclusivamente la pratica, la capacità, le opere, l’organizzazione e la progettazione a breve e lungo termine, la sinergia tra persone qualificate ed anche volenterose, a partire dal Sindaco, dalla giunta fino ai dirigenti comunali, ma anche attraverso i singoli cittadini, come altrettanto importante sarà la cura, il confronto stretto e il rapporto lineare con gli altri organi istituzionali che hanno competenza in ambito culturale e di tutela in questo territorio.

Se così non fosse, se il Mitreo non verrà sistemato definitivamente e aperto in tempi brevi, se non verrà posto al centro di uno schema di riprogettazione globale e integrata dell’offerta culturale e turistica di Marino comprese le sue frazioni allora saremo costretti di nuovo a rigettare la Storia e la Cultura del territorio nell’oblio, a tenerle perennemente in panchina.

Marco Cavacchioli, 21/07/2017

 

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