Il Pastificio Sorentino a S. Maria delle Mole. Una storia dagli Atti Parlamentari.

Lo stabilimento del Pastifico Sorrentino prima, e il suo rudere poi, hanno scandito la storia sociale e topografica di S. Maria delle Mole per circa 60 anni. Chi ha più di 30 anni ricorda come fosse ieri lo scheletro degli edifici industriali su Via A. Manzoni tra l’Istituto di S. Chiara e la Chiesa in piazza P.Togliatti. Ciò che rimaneva degli edifici fu abbattuto alla fine degli anni ’90 inizi 2000 per dar poi sfogo all’attuale piazza Sciotti. Dall’archivio degli Atti Parlamentari della Repubblica Italiana riproponiamo integralmente il testo di un’interrogazione parlamentare del 1971 che ripercorre le vicissitudini sia del Pastificio che del personale addetto. L’interrogazione fu avanzata, nella seduta della Camera dei Deputati il 10 Settembre 1971, da Gino Cesaroni del Partito Comunista Italiano (membro della VI Commissione Finanze e Tesoro dal 10 luglio 1968 al 24 maggio 1972). Proprio quel Gino Cesaroni che oltre alla sua attività parlamentare ricoprì la carica di Sindaco di Genzano per 27 anni. La risposta all’interogazione verrà data da Silvio Gava (Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato dal 6 agosto 1970 al 16 febbraio 1972 nel Governo Colombo).

Il testo integrale:

CESARONI. — Ai Ministri del lavoro e previdenza sociale e del tesoro. — Per sapere se siano a conoscenza della situazione esistente nel Pastificio sorrentino sito in Marino – frazione Santa Maria delle Mole  (Roma). Risulta, infatti, che gli amministratori di tale azienda che ha fruito di un mutuo dell’IMI di 70 milioni il cui ammortamento decorre dal 9 agosto 1973, garantito con il riservato dominio sul macchinario e sulle scorte a terra, con atteggiamento sprezzante verso i lavoratori e verso gli stessi clienti non garantiscono né il costante funzionamento dello stabilimento né l’occupazione delle maestranze. Quali provvedimenti s’intendano adottare:

  1. per garantire l’occupazione alle maestranze;
  2. per evitare che i soldi della collettività vengano sperperati per operazioni assurde ed improduttive sul piano economico e sociale.

Da tenere presente che molto pesante è già oggi la situazione debitoria di tale azienda verso le maestranze e verso gli istituti assistenziali e previdenziali.

RISPOSTA. – Nel 1947 i fratelli Fulvio e Vittorio Sorrentino costituirono una società a responsabilità limitata e trasferirono da Napoli nella provincia di Roma l’azienda per la produzione di pasta alimentare, ereditata dal loro genitore. Tale impresa, che nella primavera del 1967 occupava 33 unità lavorative, nel maggio dello stesso anno per mancanza di liquidità, conseguente anche alle spese per rimodernamento del macchinario avvenuto nel 1965, fu costretta a sospendere la attività che fu ripresa, in modo ridotto, nel settembre dello stesso anno. All’inizio del 1969 la signora Lina Marchiani in Gilli (creditrice dei Sorrentino per circa 30 milioni) rilevò l’impresa assumendosi tutte le passività della stessa, ivi compreso il mutuo di 70 milioni concesso dall’IMI, subentrando con il proprio consorte, signor Gilli Rachis, nelle quote sociali rispettivamente per il 90 e 10 per cento. La nuova gestione ha garantito l’occupazione dei lavoratori fino al 31 agosto 1970 quando, a causa di un lento e continuo deterioramento della situazione economica, dovuto a difficoltà di mercato, l’attività è stata interrotta con il licenziamento degli 11 lavoratori ancora in servizio. Per quanto concerne la situazione debitoria della società nei confronti degli enti previdenziali e dei dipendenti, dagli accertamenti effettuati a cura del Ministero del lavoro è risultato che la società è debitrice per il periodo dal 1° settembre 1963 al 31 agosto 1970 nei confronti dell’INPS e dell’INAM, rispettivamente per 15.150.357 lire e 7.899.517 lire, oltre le sanzioni civili che saranno applicate dai predetti istituti. Ai lavoratori la società, invece, deve ancora completare la corresponsione dell’indennità di fine lavoro. Per l’omesso versamento contributivo, nonché per la incompleta corresponsione dell’indennità di fine lavoro, i responsabili della società sono stati deferiti alla competente autorità giudiziaria.

Il Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato: GAVA.


di Marco Cavacchioli

Un pensiero riguardo “Il Pastificio Sorentino a S. Maria delle Mole. Una storia dagli Atti Parlamentari.

  • 11 dicembre 2017 in 11:48
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    Un sito identificativo della volontà di questo paese, per impegnarsi per la pubertà di questo bel paese, che a tozzi è Bocconi, a poco a poco è stato fatto sparire alla faccia della storia, dellarcheologia, è dellidentificazione del paese, a beneficio dei soliti palazzinari, è rubagalline di questo circondario. Pastificio, Conservificio, Salvarani. Ecc. Ecc. . Viva il Dio denaro. Grazie a chi mi ha riportato alla mente la mia bella gioventù, ricca di moralità e principi.

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