L’APPIA ANTICA TRA ROMA, CIAMPINO E MARINO. Degrado o Bellezza?

Esiste un tratto della Via Appia Antica, l’ultimo visibile uscendo da Roma, che attraversa i Comuni di Roma, Ciampino, Marino e si trova all’interno di due parchi: il Parco Regionale dell’Appia Antica e il Parco Archeologico dell’Appia Antica.

Quattro chilometri di strada antica, il naturale raccordo tra la Campagna Romana e le pendici dei Castelli Romani, tanto che già nello Stato Pontificio rappresentava il confine amministrativo tra l’Agro Romano e la Comarca (l’attuale provincia di Roma). Confine rimasto poi nella divisione amministrativa del neo Stato Italiano tanto che in corrispondenza di quella strada asfaltata, che taglia brutalmente l’Appia Antica con enormi massi e conduce a una vecchia cava era il cippo di confine comunale, visibile fino alla prima metà del ‘900 dove era scritto dalla parte verso Roma: S.P.Q.R. (Senatus PopulusQue Romanus) e dalla parte opposta, verso quello che prima era il solo Comune di Marino (Ciampino si staccherà dal 1974), S.P.Q.M. (Senatus PopulusQue Marinensis). 

Un segmento che racchiude tutte le contraddizioni e i mali peggiori della stratificazione di competenze, da quelle ambientali a quelle archeologiche, fino alla gestione della sicurezza, in un’eterna spirale del “chi deve fare cosa”, molto più limpido sulla carta che nell’evidenza.

In questa fase i tratti di Marino e Ciampino, a seguito di progetti di valorizzazione finanziati da fondi Regionali, saranno oggetto di risistemazione nella prima metà del 2018, attraverso importanti opere di bonifica vegetazionale e riassetto delle strutture di accoglienza turistica e aree di sosta lungo il tracciato.

L’Appia Antica nei Comuni di Marino e Ciampino tornerà ad una condizione ottimale per essere goduta a pieno da cittadini e turisti. Ed è in questa fase che si affaccia il rischio peggiore, in quel piccolissimo tratto di circa 1,2 Km. dove finisce il Comune di Ciampino e inizia l’VIII municipio di Roma fino a Via dell’Aeroscalo. Questo tratto, fuori da ogni ipotesi di valorizzazione, resterà completamente abbandonato al degrado, alle mini discariche a cielo aperto, alle attività di prostituzione notte e giorno, al parcheggio e accesso selvaggio delle automobili. Costituirà un tappo a cesura della auspicata unità di percorso tra Roma e i Castelli Romani.

Paolo Rumiz, il famoso giornalista e scrittore che negli ultimi anni ha riportato l’attenzione con forza sulla Via Appia Antica, nel suo diario di viaggio dal titolo “Appia” ricorderà l’attraversamento questo tratto con parole incisive: “In via dell’Aeroscalo, in una cava di pietra lavica, un gigante in attesa di clienti ci minaccia per l’invasione di campo. Urla, agitando il pugno, contro la cinepresa di Alex. E’ un ciclope disperato, una comparsa di Pasolini, un superstite di Sodoma e Gomorra errante tra vulcani spenti inghiottiti dalle nubi”.

Questa situazione paradossale che porterebbe a sminuire i progetti di valorizzazione della Via Appia Antica dei Comuni di Ciampino e Marino, potrebbe costituire lo scenario immobile dei prossimi mesi e anni. Tale situazione è stata più volte messa in risalto da Legambiente che, agli inizi di Ottobre, ha contattato la redazione del Tg3 Regionale per denunciare questa situazione pericolosa. Da tutto ciò ne è scaturito un servizio dell’agguerrita Rossana Livolsi, che ha evidenziato in maniera drammatica la situazione.

Intervistati durante il servizio, Rita Paris (Direttore del Parco Regionale Appia Antica), Alma Rossi (Direttore del Parco Regioenale Appia Antica), Roberto Scacchi (Presidente Legambiente Lazio) e Marco Cavacchioli (Archeologo Circolo Legambiente Appia Sud Il Riccio), hanno messo in luce tutte le problematiche e criticità del luogo, nella speranza che questo tappo di degrado nel lungo percorso della via Appia Antica venga preso in seria considerazione soprattutto da chi, per suo compito, deve e dovrà vigilare sulla sicurezza dei cittadini nel rispettivo territorio.

GUARDA IL VIDEO TG3

aut. Marco Cavacchioli, 25.10.2017

 

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