L’Istituto di Studi Comunisti alle Frattocchie – Una storia dimenticata

Al Km. 22.100 della Via Appia, nel Comune di Marino, è ancora ben visibile il cancello e la facciata di quello che fu fino agli inizi degli anni ’90 il famoso Istituto di Studi Comunisti alle Frattocchie. La storia di questo Istituto ha attraversato quasi tutta la seconda metà del ‘900. Se la scuola centrale del Partito Comunista, pensata per formare la classe dirigente del Partito Comunista, dall’Ottobre del 1944 viene collocata in via Guidobaldo del Monte a Roma, nel giro di pochi anni viene trasferita a Frattocchie, nel Comune di Marino, in una tenuta che il Partito aveva ricevuto in dono. Nella nuova sede già 1950 si decise l’ampliamento e nel 1952 iniziarono che si conclusero nel 1955 ad opera di un gruppo di giovani architetti militanti nel Partito. La denominazione dell’Istituto subì sin dall’inizio una serie di variazioni, da Scuola centrale quadri Andreij Danov del 1950 venne modificata poco dopo in Istituto Togliatti, nonostante il rifiuto  dell’intitolazione, da parte dello stesso Segretario considerando l’omaggio come dannoso e diseducativo per il rischio di avviare “il culto della personalità”, per poi assumere, con l’inaugurazione dei nuovi locali nel 1955, il nome di Istituto di Studi Comunisti e dal gennaio 1973 cambierà in Istituto di studi comunisti Palmiro Togliatti.  L’Istituto aveva aule capienti fino a duecento posti, con l’aula magna arricchita dall’ultima versione del dipinto di Renato Guttuso La battaglia di Ponte dell’Ammiraglio (versione del 1955 ora conservata presso la Galleria Nazionale di Arte Moderna a Roma) un centinaio di camere biposto, una biblioteca specializzata con 5.000 volumi, sale di lettura, la palestra, un museo con tavole scientifiche sull’evoluzione dell’uomo, un’infermeria con ambulatorio medico e gabinetto per esami radioscopici, ma anche campi da pallavolo e bocce, e un parco con panchine e statue. Alla fine degli anni ’80 per l’evidente crisi sia sul piano finanziario sia su quello del consenso il PCI non è più disposto a investire sul sistema educativo. Agli inizi degli anni ’90, in seguito all’enorme buco dei bilanci, si palesa il progetto di cessione di diverse strutture di proprietà del partito compreso il complesso di Frattocchie. Il complesso viene ceduto solo nel 2003 al gruppo Tosinvest della famiglia Angelucci, imprenditori romani con investimenti nelle cliniche mediche. Nel 2007 lo storico Istituto del PCI finisce nel mirino della magistratura che ipotizzò abusi edilizi legati alla ristrutturazione del complesso.

Un video dal drone realizzato da La Repubblica ben illustra lo stato attuale dell’area:

 

Marco Cavacchioli 19.12.2020

Un pensiero riguardo “L’Istituto di Studi Comunisti alle Frattocchie – Una storia dimenticata

  • 21 dicembre 2020 in 14:16
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    che tristezza vedere nel 2000, all’ingresso le bandiere gialle e bianche

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