Storia e Archeologia di Bovillae, la città scomparsa

Inizia, con questo primo scritto, il lungo racconto a puntate dedicato alla conoscenza e alla riscoperta della città di Bovillae. Il nostro viaggio sarà a ritroso. Partiremo dall’epoca in cui, della città non rimane che solo una vaga e flebile memoria, per poi, pian piano, recuperare tutte quelle testimonianze e quei dati che man mano vennero fuori a partire da quei fatidici giorni nel Giugno 1823 che possiamo a diritto definire come il momento della sua rinascita, quando ad opera di un gruppo di studiosi, nelle campagne di Frattocchie, vennero individuati e riconosciuti i resti del circo di Bovillae. Analizzeremo, passo passo, tutti gli studiosi che nel corso del tempo hanno scoperto e inserito un tassello nuovo verso una maggiore consapevolezza e conoscenza della Storia e dell’Archeologia di questa città, per poi arrivare, camminando alla ritroso, a meglio comprenderne le fonti storiche che indicano l’esistenza di questo agglomerato urbano prima della nascita di Roma.

1° Puntata – La memoria perduta

Siamo a Frattocchie, se dalla Via Appia imbocchiamo via del Sassone, dopo poco alla nostra destra apparirà il portale in peperino della tenuta della famiglia Colonna, dai primi del ‘900 passata ai Frati Trappisti che vi risiedono tuttora. Il portale immette nel viale di accesso che conduce al seicentesco villino Colonna (detto anche Villa Sirena o della Sirena) ora foresteria dei Frati Trappisti.

Fig. 1 – Prospetto del Villino Colonna

Nel corpo centrale del villino (fig.1), tra il portone d’ingresso e il finestrone del 1° piano campeggia una grande iscrizione di marmo di Filippo Colonna, del 1710, volta a ricordare e commemorare la visita di Papa Clemente XI presso il villino alle Frattocchie durante il suo viaggio di ritorno da Castel Gandolfo a Roma (fig.2).

Fig. 2 – Iscrizione di Filippo Colonna

L’iscrizione recita:

A Clemente XI Pontefice Massimo che il giorno dodicesimo delle calende di giugno dell’anno del Signore 1710, decimo del suo pontificato, venendo da Castelgandolfo, in questo luogo, dove era l’insediamento dell’antica città di Boville, di cui non rimane neppure il nome, si trattenne per poco tempo. Filippo Colonna, Grande Connestabile del Regno di Napoli, ora signore di questo grande fondo, curò di far erigere la lapide in ricordo dell’onore concesso a lui e al luogo dall’ottimo Principe

“HVC VBI VETERVM BOVILLARUM NEC NOMEN SVPEREST” (trad.“dove era l’insediamento dell’antica città di Boville, di cui non rimane neppure il nome”).

Queste parole nette centrano in pieno il nocciolo della questione. Cosa sapevano gli studiosi dell’età moderna circa la reale posizione o meglio dell’assetto topografico di Bovillae?

Ne conoscevano solamente la vaga ubicazione nel territorio di Frattocchie, ma nessuno poteva indicarne il luogo preciso né tanto meno il suo assetto. Fin dall’alto medioevo l’estensione precisa e l’assesto urbanistico di Bovillae sono pressoché sconosciuti.

Studiosi e topografi di chiara fama a partire già dal XVII secolo, la collocano genericamente in zona Frattocchie, ma non hanno un’idea precisa né della collocazione né della sua estensione, il più delle volte confondono il centro urbano con i resti di imponenti ville di epoca romana ubicate nell’area suburbana della città antica. A questo proposito alcune mappe dell’epoca ben illustrano questo stato di confusione relativo alla posizione:

Nella carta elaborata da Domenico Parasacchi , nel 1637, nella “Parte prima della Via Appia”, nel tratto da Roma a Bovillae  (Frattocchie), si nota il toponimo Bouillae, messo in relazione col toponimo moderno Le Frattoce  sopra la rappresentazione di un piccolo borghetto circondato da vegetazione. Qui, la città di Bovillae viene genericamente messa in relazione con il sito di Frattocchie, senza altre indicazioni (fig.3).

Fig. 3 – Carta di D. Parasacchi

La mappa di Abramo Ortelius nell’edizione del 1624, indica la città di Bovillae tra il sepolcro di Gallieno (IX miglio via Appia) e il Lago di Albano, con la terminologia “Bollae, sive Boillae” (Bollae, oppure Boillae). Qui la collocazione risulta dalla mappa ancora più generica (fig.4).

Fig. 4 – Mappa di Abramo Ortelius

Nella mappa di Giovanni Battista Ghigi del 1777, Bovillae viene posta in relazione con la zona corrispondente all’odierna Via del Sassone a circa 1 km. da Frattocchie, detta ora, Tor Ser Paolo. In questo caso la città viene individuata nel grande complesso di resti archeologici pertinenti all’imponente villa di epoca romana affacciata sull’antica via Cavona (fig. 5).

Fig- 5 – Mappa di Giovanni Battista Ghigi

Infine la mappa di Giacomo Filippo Ameti del 1693. Anche qui il cartografo pone Bovillae in corrispondenza della zona di Tor Ser Paolo, a non molta distanza da Frattocchie, indicandola come “Bovillae, nunc T. di Re Paolo”  – Bovillae, ora Torre di Re Paolo (fig.6). 

Fig. 6 – Mappa di Giacomo Filippo Ameti

Solo all’inizio del mese di Giugno del 1823 grazie all’individuazione dei resti del circo, Bovillae ha una collocazione. E tutto ciò grazie ad una compagnia di studiosi che se ne andò perlustrando resti archeologici nelle campagne di Frattocchie accompagnati da don Vincenzo Colonna, amministratore delle proprietà del Principe Aspreno Colonna Doria, tra cui Marino e il suo territorio.

FINE DELLA PRIMA PUNTATA

Appuntamento alla prossima puntata:

“1823, la scoperta della città”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

I accept that my given data and my IP address is sent to a server in the USA only for the purpose of spam prevention through the Akismet program.More information on Akismet and GDPR.