Toby Dammit sfreccia in Ferrari per le vie di Marino

Il film “Tre passi nel delirio”

Nel 1968 Federico Fellini dirigerà “Toby Dammit” (interpretato da Terence Stamp), uno dei tre episodi del film “Tre passi nel delirio” liberamente basati sui racconti di Edgar Allan Poe (Toby Dammit costituirà la libera riduzione dal racconto “Non scommettere la testa con il diavolo”).

Una delle scene fondamentali del film vede il protagonista dell’episodio, al volante di una Ferrari color oro, in una corsa solitaria e spericolata nelle vie di Marino. La cittadina castellana è semideserta ridotta quasi ad un labirinto senza possibilità d’uscita per il protagonista in una crescente sensazione di angoscia. Toby Dammit, in preda ai fumi dell’alcol, sfreccia tra le strade di Marino, avanti e indietro, a velocità folle sotto un perenne gioco di luci, ombre e oscurità magistralmente plasmate dalla fotografia di Peppino Rotunno e accompagnate dalla musica di Nino Rota.

La trama dell’Episodio Toby Dammit

Un giovane attore inglese, Toby Dammit, dedito ad alcol e droga viene scritturato e arriva a Roma per recitare la parte del protagonista del primo western cattolico. Egli accetta la scrittura solo perché la produzione gli ha promesso una Ferrari nuova. Durante un ricevimento con premiazioni, dopo aver insultato i presenti, completamente ubriaco, fugge sulla sua nuova Ferrari regalatagli dai produttori. Comincia una corsa sfrenata a folle velocità per le vie di Marino che avrà un epilogo tutto da vedere….

Le vie di Marino

La sequenza delle inquadrature e delle scene, inizia mostrandoci Marino attraverso la linea notturna delle sue abitazioni vista da Via dei Laghi, si riconoscono poi Piazza San Barnaba con i particolari della Cattedrale e la Fontana del Tritone, Corso Trieste, via C. Battisti, via Ferentum. Il protagonista nella sua folle corsa uscirà anche dal paese in direzione Castel Gandolfo oltrepassando il ristorante “La Gardenia”, per poi farvi improvvisamente ritorno. Si riconosce perfettamente il curvone che immette in Piazza Matteotti, Corso Vittoria Colonna con le luminarie e le scalette della Chiesa della S.S. Trinità. Tornerà quindi nuovamente indietro per perdersi nei vicoli attigui del centro storico. In mezzo alla sequenza delle vie Marinesi, comparirà addirittura una scena con la facciata della Chiesa di San Buonaventura sul Palatino a Roma.

Il suggerimento:

Episodio assolutamente da vedere, il più riuscito dei tre.

Una Ferrari molto particolare

La Ferrari guidata da Toby Dammit ha una storia molto particolare, è il modello 330 LMB prodotto a partire dal 1962, carrozzata da Medardo Fantuzzi, il quale lasciandone intatta la meccanica realizzerà una nuova carrozzeria, verniciata d’oro. La nuova Ferrari farà delle apparizioni anche in altri film. Dopo l’utilizzo nei film l’auto verrà ripristinata con la vecchia carrozzeria, mentre quella in oro vagherà successivamente su diversi altri telai di autovetture.

Le parole di Fellini su Terence Stamp (Toby Dammit) e Marino

Fellini intervistato nei primi anni novanta in merito alla sua lunga carriera dichiarerà sul protagonista di Toby Dammit: “Girammo alcune settimane e l’unico problema fu che Terence Stamp voleva guidare davvero la Ferrari, come l’attore del film, anche fuori dal set. Una sera a Marino c’era appena stata l’infiorata con la strada in salita piena zeppa di gente. E, lui voleva per forza provare la Ferrari, io ero contrario perché non la sapeva guidare. Era una specie di razzo la Ferrari. L’ha messa in moto e ho pensato: «Adesso fa una strage». Ho avuto la presenza di spirito di montare subito sul marciapiede e mettermi in salvo perché la macchina quasi si arrampicava sulle finestre. Dopo questo exploit Stamp veniva guardato a vista dalla produzione, per impedirgli di montare di nuovo sulla Ferrari. Un ragazzo intelligente che si divertiva con quella sua aria angelica e indifesa”.

Marco Cavacchioli, 16 Luglio 2017

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