Una “prospettiva” nella strada romana sotto il Mc Donald’s

Se la splendida strada romana sotto il Mc Donald’s (leggi articolo) ora non appare più fastidiosamente sbarrata da due muri bianchi in cartongesso e invita gli occhi del visitatore verso una più ampia prospettiva, lo si deve all’opera dell’artista Paola Cetroni.

L’idea delle due opere murali alle due estremità della strada è orientata verso una ricostituzione della prospettiva ideale di fuga del tracciato romano in entrambe le direzioni. Ora, definitivamente, l’occhio può spaziare verso un orizzonte ideale, sia verso la città di Marino sia in direzione della Via Appia Antica.

Il soggetto delle due realizzazioni, sia nella parete verso Marino che nella parete verso l’Appia Antica si basa in gran parte su un’immagine ricostruttiva e prospetticamente realistica mantenendo però l’accento su una forma sostanzialmente ideale della parte restante di strada, includendo anche vezzi rappresentativi tipici dei paesaggi della Campagna Romana con rovine.

Abbiamo rivolto a Paola due domande per meglio comprendere questo lavoro.

Quale tecnica hai utilizzato per la realizzazione dell’opera?

“Per la realizzazione dell’opera murale ho utilizzato colori acrilici con tecnica a pennello e straccio, l’effetto che ho voluto proporre è un po’ il genere “capriccio” del Piranesi anche se più morbido e sfumato. Monocromatico con tonalità terra per mantenere un equilibrio con i toni naturali del sito.”

Quali sono state le maggiori difficoltà nella realizzazione del soggetto?

“Nella realizzazione del lavoro la maggiore difficoltà è stata lo studio della prospettiva: riuscire a dare il senso di continuità della strada e quindi creare l’illusione dello spazio. Ovviamente la prospettiva riprodotta sulle pareti verticali funziona solo da un preciso punto di osservazione.”

Conosciamo meglio Paola Cetroni

Paola vive a Genzano ma ha origini “marinesi”. Antonella Pagano (poetessa, scrittrice e artista) scriverà di lei e delle sue opere: Donna,  ceramista,  decoratrice,  maestro d’arte, allieva del Maestro Nino Caruso. Arteterapeuta in special modo dei bambini ma anche con persone con altri vantaggi, meglio che dire svantaggiate, con abilità altre meglio che dire diversamente abili, con visione altra della realtà meglio che dire con problemi psichiatrici. Grande impegno con i bambini, collaborazione con centri culturali e associazioni con finalità assai peculiari; importanti collaborazioni con artisti: da Pistoletto a Linde Burkardt,  a Pernice, a Dalisi.  Il nostro Pianeta è malato, lo abbiamo fatto ammalare allora Lei mi piace perchè utilizza legno “soprattutto scarti e legni di recupero. Pressochè tutti i materiali usati sono di recupero, scarti da nuova vita. Il Gufo, per citarne una,  è stato realizzato interamente con materiali di scarto delle aziende produttive del territorio”. E comprendo il Cerchio, la forma che utilizza e nella quale iscrive figure, volti, fiori, come dire che ogni cosa sta bene nell’utero che la concepisce, nel mondo che è circolare, anche la nostra calotta cranica è sferica, è sferico il seno che ci nutre, il globo oculare che rimanda a noi l’immagine dell’amata, dell’amato, del figlio sferico nella posizione fetale, sferico il pensiero logico, sferica la vita nel succedersi di alfa ed omega alfa ed omega omega ed alfa…….. “proprio così, un conchiuso permeabile, come una cellula, sferica ma dialogante e poi colori freschi, puliti, come lavati, asciugati al sole di cui vorrei imprimerne lo stigma”. Pittura, decorazioni serene, non tatuaggi sfregio ma tatuaggi fregio. E dal cerchio a plasmare la materia il passo è obbligato: ceramica in questo caso; è così che s’esprime la discendenza non del tutto umana dell’umana specie che, volenti o nolenti, nell’Arte prova, in maniera pressochè inconfutabile, la sua appartenenza a qualcosa di Alto.

Paola Cetroni su FB  (clicca qui)

Marco Cavacchioli, 31/08/2017

Un pensiero riguardo “Una “prospettiva” nella strada romana sotto il Mc Donald’s

  • 6 settembre 2017 in 19:23
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    Mi diverte, e mi rattrista allo stesso tempo e assai di più, pensare a cosa sarebbe stata la vita artistica e, conseguentemente, la sua esistenza (si, si, sto pensando al suo conto in banca, fra le altre…) in un periodo rinascimentale quando la maestosità dei regnanti e del clero si misurava nella realizzazione di opere di bellezza assoluta tale da donare stupore, timore e longevità alle loro gesta, parole e rendere immortali i loro “mandati” governativi.
    Oggi possiamo solo godere di qualche attimo di piacere nell’ammirare queste beltà assolute ma quasi con un velo di pudore misti a mal celata vergogna di essere così fragili e sensibili di fronte a questi miracoli quando intorno a noi tanto arrogante potere di suoni e colori digitali sono lì per essere goduti e dowlodati con fior fiore di connessione ultra veloci a portata di click.

    Un saluto da un Argonauta del tempo.

    Fabio

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